Ven. Lug 19th, 2024

Tortora- La cittadina di Tortora si sveglia con una bruttissima notizia: La discarica di rifiuti speciali sita in San Sago riaprirà.

Legambiente Maratea era intervenuta a gamba tesa evidenziando alcune incongruenze tecniche sull’area marina protetta tra Basilicata e Calabria. Si tratta di una struttura che nasce oltre 30 anni fa come impianto pubblico autorizzato al trattamento dei reflui urbani comunali e nel corso degli anni viene riconvertito ad impianto privato autorizzato, appunto, al trattamento dei rifiuti speciali pericolosi e non. Senza essere ingegneri, si osserva come l’impianto sia stato costruito a ridosso del fiume quindi con un accesso diretto alle acque fluviali prima, e del mare poi. Le acque della depurazione venivano convogliate nel fiume Noce e da questo, dopo un breve tragitto, riversate nel mare, interessando Nord la costa del comune di Maratea, regione Basilicata ed a Sud le spiagge di Tortora, regione Calabria: aree a forte presenza turistica, di grande pregio ambientale, interessate da rilevanti Siti di Interesse Comunitario.


<<Ora più che mai è necessaria una sollevazione popolare contro chi vuole distruggere il nostro futuro ed ogni speranza di tutela ambientale.INDIGNATEVI TUTTI, NESSUNO ESCLUSO, OGGI SIAMO TUTTI VITTIME DI UN OLTRAGGIO!!!>> E’ così che reagisce il Comitato difesa ambiente di Diamante e Cirella che in un comunicato spiegano:

<<Siamo stanchi di ripetere cosa sia l’impianto di depurazione di San Sago a Tortora. Lo abbiamoribadito in tutte le sede, scritto in tutte le lingue, denunciato in tutte le sedi, urlato nelle piazze. La Regione Calabria e quella della Basilicata, il Ministero dell’Ambiente, tutti i sindaci della costa ne conoscono la storia sin dalla prima chiusura oltre dieci anni fa, avvenuta dopo le continue opposizioni da parte dell’allora sindaco Lamboglia con le associazioni ambientaliste, sin dagli arresti avvenuti fra le precedenti società che lo hanno gestito, sin dalla constatazione scientifica di quanto era stato scaricato in mare inquinando il fiume Noce e tutta la costa tirrenica. Del tutto assente è stata l’azione verso il Ministero dell’Ambiente e della Regione Calabria da parte dei sindaci, dei consiglieri regionali di maggioranza e opposizione ( a parte il consigliere regionale di Unione Popolare Ferdinando Laghi), dei parlamentari calabresi e lucani. Non ci sono state pressioni da nessuna parte se non dalle associazione ambientaliste e del sindaco Iorio di Tortora, troppo poco evidentemente dati gli interessi che girano attorno a questo impianto rimasto chiuso per dieci anni. Ed ora ? Il sindaco Tortora preannuncia opposizione al decreto, gli ambientalisti preannunciano proteste, ma basteranno ? Noi pensiamo che ci voglia una risposta forte e decisa che parta principalmente dal territorio investito da questo impianto. Sono i sindaci, gli albergatori, i balneari, chiunque viva di turismo che deve farsi sentire forte e chiaro incanalando proteste forti da coinvolgere il parlamento. A che servono tutte le azioni che fanno i sindaci per mantenere pulito il mare se c’è una mannaia che pende forte sul nostro mare. A che servono le BANDIERE BLU ? Che garanzie possono dare i sindaci che il mare la prossima stagione resti pulito ? Ecco un’azione che a gran voce chiediamo di fare ai sindaci, RESTITUIRE LE BANDIERE BLU ! Diamante, Santa Maria del Cedro, Praia a Mare, San Nicola Arcella, la stessa Tortora che se ne faranno di una bandiera se l’impianto viene aperto ?>>. Aspettiamo fiduciosi una risoluzione di tale problematica da parte di chi, dal primo giorno di governo regionale, sta lottando con tutte le suo forze (o almeno così pare) contro l’inquinamento dei fiumi e dei mari: Roberto Occhiuto.

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