Ven. Lug 19th, 2024

Le sezioni unite della Cassazione hanno deciso <<Per il saluto romano va contestata la legge Scelba sull’apologia del fascismo e in particolare l’articolo 5.>>. A tal proposito è stato disposto un processo di appello bis per 8 militanti di estrema destra. Questi ultimi avevano, nel corso di una commemorazione tenutasi a Milano nel 2016, compiuto il saluto fascista. <<Il saluto fascista rientra nel perimetro punitivo della ‘legge Mancino’ quando realizza un pericolo concreto per l’ordine pubblico>> è quanto sostenuto in mattinata da Pietro Gaeta, avvocato generale e pg di Cassazione. La questione era stata sottoposta al vaglio delle Sezioni Unite della Suprema Corte a seguito della trasmissione di atti ,da parte della prima sezione penale, finalizzati a sciogliere il nodo interpretativo sull’argomento. “La chiamata del presente” o “saluto romano”, è secondo le informazioni provvisorie, un rituale evocativo del disciolto partito fascista. In quanto tale integra il delitto previsto dall’articolo 5 delle “Scelba” nelle circostanze in cui sia <<idonea ad integrare il concreto pericolo di riorganizzazione del discolo partito fascista>>. Secondo i giudici, in determinate condizioni può verificarsi anche la violazione della legge Mancino che vieta <<manifestazioni esteriori proprie o usuali di organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi che hanno tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. I due delitti possono concorrere sia materialmente che formalmente in presenza dei presupposti di legge>>

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