Ven. Lug 19th, 2024

REGGIO CALABRIA – Si è conclusa l’udienza preliminare del processo “Case Popolari” con il rinvio a giudizio di 27 persone. Tra coloro che sono stati prosciolti vi sono 16 imputati, tra cui l’ex dirigente dell’Aterp di Reggio Calabria, Eugenia Rita Minicò. Quest’ultima era accusata di concorso esterno in associazione mafiosa e altri reati, ma per lei e Annunziato Tripodi, anch’egli prosciolto, il giudice Vincenzo Quaranta ha revocato le misure cautelari imposte dal gip a febbraio su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Reggio Calabria. Le accuse riguardavano presunte irregolarità nella gestione delle assegnazioni delle case popolari gestite dall’Aterp, l’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale pubblica.

Prosciolti dal processo numerosi imputati, tra cui l’ex dirigente Minicò

Eugenia Rita Minicò è stata prosciolta per tutti i reati contestati tranne uno, per il quale è stata dichiarata la prescrizione. Anche altri imputati hanno visto decadere le accuse: Roberto Franco, Carmela Morabito, Domenico Morabito, Giovanni Marcianò, Paola Costantino, Domenico Alvaro, Carmelo Caminiti, Irina Kandyba, Annunziato Tripodi, Donatello Canzonieri, Orsola Di Lollo, Giovanni Palillo, Filippo Arabesco, Maddalena Anna Cuzzola e Debora Arabesco sono usciti dal processo.

Il coinvolgimento della ‘ndrangheta nella gestione delle case popolari

La Procura e i carabinieri, che hanno condotto le indagini, sostengono che dietro il mercato illegale delle assegnazioni degli alloggi popolari ci fosse la ‘ndrangheta. Tra i rinviati a giudizio, infatti, figura anche Carmelo Murina, presunto boss della ‘ndrangheta, attualmente detenuto per un altro reato, e il suo cognato, Giuseppe Agostino, entrambi accusati di associazione per delinquere di tipo mafioso. Sono stati rinviati a giudizio anche tre dipendenti comunali, tra cui Antonio Nucera, in servizio nel settore Lavori Pubblici del Comune di Reggio Calabria, accusato di concorso esterno.

Il processo, che si prospetta complesso e delicato, è stato aperto per fare luce sulle presunte irregolarità nella gestione delle assegnazioni delle case popolari e sui legami con la criminalità organizzata.

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