Sab. Lug 20th, 2024

Un recente studio pubblicato sulla rivista Nature Human Behaviour ha rivelato che i Celti che vivevano nel sud-ovest della Germania durante l’Età del Ferro (tra il 616 e il 200 a.C.) avevano sviluppato dinastie in cui il potere veniva ereditato in linea materna. L’analisi del DNA antico di 31 individui, tra cui due principi, ha dimostrato l’esistenza di legami familiari che sostenevano un sistema di successione dinastica. Questo studio è il risultato di una ricerca internazionale guidata dall’Istituto Max Planck di antropologia evolutiva di Lipsia, con la collaborazione dell’Istituto per lo studio delle mummie dell’Eurac Research di Bolzano.

Scoperte Genetiche e Dinastiche

I ricercatori hanno esaminato il DNA e gli isotopi trovati nei denti e nelle ossa craniali di individui rinvenuti in sette diversi siti della Germania sudoccidentale. Le analisi genetiche hanno permesso di ricostruire relazioni biologiche che dimostrano la presenza di gruppi familiari intorno a tre sepolture di alto rango, distanti fino a cento chilometri l’una dall’altra.

Una delle scoperte più significative riguarda la parentela stretta tra uno zio e il nipote, rispettivamente il principe tumulato a Eberdingen-Hochdorf e il principe sepolto ad Asperg-Grafenbühl. La madre del giovane principe era la sorella del principe più anziano, suggerendo una successione del potere per via matrilineare. Secondo Joscha Gretzinger, del Max Planck Institute, “il risultato mostra che il potere politico in questa società è stato molto probabilmente ereditato per successione biologica, come in una dinastia”.

Inoltre, i legami familiari tra individui sepolti nel tumulo di Magdalenenberg, costruito circa cento anni prima, e quelli delle sepolture più recenti confermano ulteriormente la presenza di una dinastia matrilineare. Un legame in linea materna tra una bisnonna e il suo pronipote è stato individuato in queste sepolture, suggerendo che il potere veniva trasmesso attraverso la linea femminile.

Influenze Culturali e Connessioni Mediterranee

L’analisi delle origini genetiche di questi primi Celti ha rivelato legami significativi con l’Italia, supportati dalla presenza di manufatti di stile mediterraneo nelle sepolture. Questo suggerisce che i Celti della Germania sudoccidentale non erano isolati, ma avevano contatti e scambi culturali con altre civiltà del Mediterraneo, ampliando così la nostra comprensione delle interazioni culturali nell’Europa antica.

Implicazioni dello Studio

Questa ricerca getta nuova luce sulla struttura sociale e politica dei Celti dell’Età del Ferro, suggerendo che le dinastie celtiche nel sud-ovest della Germania fossero più complesse di quanto si pensasse in precedenza. La scoperta di una successione dinastica matrilineare rappresenta un’eccezione interessante rispetto ai modelli patriarcali prevalenti in altre culture contemporanee.

Lo studio evidenzia anche l’importanza della collaborazione internazionale nella ricerca archeologica e genetica, dimostrando come l’integrazione di diverse discipline possa portare a nuove e significative scoperte.


Fonte: Nature Human Behaviour, Istituto Max Planck di antropologia evolutiva di Lipsia, Istituto per lo studio delle mummie dell’Eurac Research di Bolzano.

Questa notizia rappresenta un passo avanti nella nostra comprensione delle società celtiche antiche e delle loro strutture di potere, offrendo spunti preziosi per future ricerche sul ruolo della parentela e della successione dinastica nelle culture preistoriche.

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