Gio. Lug 25th, 2024

Reggio Calabria– I Carabinieri del ROS, in collaborazione con il Comando Provinciale di Reggio Calabria e lo Squadrone Eliportato “Cacciatori Calabria”, hanno eseguito 14 misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta “Ducale”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA). L’indagine, che ha portato alla luce presunti legami tra la ‘ndrangheta e la politica locale, coinvolge tre noti esponenti politici.

Tra gli indagati figurano il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà (Partito Democratico), il capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio Regionale, Giuseppe Neri, e il consigliere comunale di Reggio Calabria, Francesco Sera (PD). A tutti e tre viene contestato il reato di scambio elettorale politico-mafioso. La DDA di Reggio Calabria aveva richiesto l’arresto di Neri e Sera, ma il giudice per le indagini preliminari (GIP) non ha accolto la richiesta. Per Falcomatà, invece, non è stata presentata alcuna richiesta di arresto.

L’indagine riguarda presunti illeciti compiuti durante le elezioni regionali del 2020 e 2021 e le elezioni comunali di Reggio Calabria del 2020. Al centro dell’inchiesta ci sono le presunte influenze esercitate dalla cosca Araniti della ‘ndrangheta sulla politica locale.

Delle 14 misure cautelari eseguite, sette hanno comportato la custodia cautelare in carcere, mentre quattro indagati sono stati posti agli arresti domiciliari. Per altri tre indagati, invece, è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. I provvedimenti sono stati emessi dal GIP su richiesta della DDA, diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri.

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di reati come associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso, reati elettorali, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e falsità materiale e ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici.

L’operazione “Ducale” mette in evidenza come la criminalità organizzata tenti di infiltrarsi nella politica locale per esercitare il proprio controllo e condizionare le decisioni amministrative, minando così la democrazia e la legalità.

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