Gio. Lug 18th, 2024

CATANZARO – La Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Catanzaro ha presentato un ricorso al Tribunale del riesame contro la decisione del Tribunale di Vibo Valentia di rigettare le richieste di arresto per 31 imputati, condannati il 20 novembre scorso a conclusione del processo “Rinascita Scott”. Tra gli imputati per i quali è stato chiesto l’arresto figura l’ex senatore di Forza Italia, Giancarlo Pittelli, condannato a 11 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.

Il processo “Rinascita Scott” rappresenta uno dei più grandi procedimenti giudiziari contro la ‘ndrangheta, concentrandosi sulle cosche del Vibonese. La sentenza emessa lo scorso novembre ha visto la condanna di numerosi imputati per vari reati legati all’associazione mafiosa. Tuttavia, la decisione del Tribunale di Vibo Valentia di non procedere con gli arresti ha sollevato preoccupazioni e critiche da parte della Dda.

La posizione dell’ex senatore Pittelli

Giancarlo Pittelli, ex parlamentare di Forza Italia, è uno degli imputati di spicco per i quali la Dda ha insistito per l’arresto. La richiesta della Dda si basa sul timore di fuga e sulla possibilità di reiterazione dei reati da parte dell’ex senatore. Nel ricorso, presentato dal procuratore facente funzioni Vincenzo Capomolla e dai sostituti Antonio De Bernardo e Annamaria Frustaci, si sottolinea “il comportamento tenuto dall’imputato, che nel periodo in cui è stato sottoposto agli arresti domiciliari ha violato più volte le prescrizioni impostegli”.

La Dda ha enfatizzato come Pittelli abbia sfruttato “canali istituzionali e il circuito relazionale non lecito di cui ha fruito e può ancora fruire” per commettere i reati per i quali è stato condannato. La preoccupazione è che, se lasciato in libertà, l’ex senatore potrebbe continuare a utilizzare questi contatti per sfuggire alla giustizia o per proseguire le sue attività illecite.

Le motivazioni del Tribunale di Vibo Valentia

Il Tribunale di Vibo Valentia aveva deciso di non accogliere le richieste di arresto avanzate dalla Dda, motivando la decisione con la mancanza di elementi sufficienti a giustificare la misura cautelare. Questo ha suscitato un immediato dissenso da parte della Dda, che ha ritenuto la decisione del tribunale insufficiente per garantire la giustizia e la sicurezza.

Secondo la Dda, la gravità delle accuse e il comportamento degli imputati giustificherebbero misure più severe. La decisione di presentare ricorso al Tribunale del riesame è un tentativo di far rivalutare la situazione e di ottenere l’arresto degli imputati considerati pericolosi e potenzialmente in grado di compromettere il sistema legale e sociale.

Il ricorso della Dda rappresenta un passo significativo nella lotta contro la ‘ndrangheta e nella tutela della legalità. La Dda di Catanzaro ha espresso la necessità di un intervento deciso per evitare che persone condannate per gravi reati possano continuare a rappresentare una minaccia.

La vicenda mette in luce anche le sfide che il sistema giudiziario italiano deve affrontare nella gestione dei procedimenti contro la criminalità organizzata. La richiesta di arresto per figure influenti come Pittelli evidenzia l’importanza di adottare misure efficaci per contrastare le reti di potere che la ‘ndrangheta riesce a tessere all’interno delle istituzioni.

L’esito del ricorso presentato dalla Dda sarà determinante per il futuro del processo “Rinascita Scott” e per la lotta alla ‘ndrangheta in Calabria. La decisione del Tribunale del riesame sarà osservata con grande attenzione, non solo dagli addetti ai lavori, ma anche dall’opinione pubblica, che guarda con apprensione all’esito di una delle più grandi operazioni contro la criminalità organizzata nella storia recente del paese.

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