Ven. Lug 19th, 2024

ROMA – Giornata di tensione alla Camera dei Deputati durante la discussione del testo sull’autonomia differenziata. Una rissa è scoppiata nell’aula parlamentare, coinvolgendo diversi deputati e lasciando il parlamentare del Movimento 5 Stelle, Leonardo Donno, ferito e costretto ad uscire in carrozzina dopo l’intervento dei soccorritori. L’incidente ha portato alla sospensione della seduta e all’acquisizione dei filmati da parte della Presidenza della Camera per chiarire la dinamica dei fatti e adottare eventuali provvedimenti disciplinari.

La dinamica degli eventi

La tensione è esplosa quando Leonardo Donno ha tentato di consegnare una bandiera tricolore al ministro per gli Affari Regionali, Roberto Calderoli. Secondo testimonianze raccolte da diversi parlamentari presenti, Donno sarebbe stato colpito in testa da alcuni deputati della Lega. Questo episodio ha scatenato una rissa che ha coinvolto numerosi deputati, richiedendo l’intervento degli assistenti parlamentari per cercare di riportare l’ordine. Purtroppo, anche uno degli assistenti è rimasto coinvolto nella colluttazione, riportando lievi ferite.

L’intervento dei soccorritori e la sospensione della seduta

Leonardo Donno, ferito e visibilmente scosso, è stato assistito dai soccorritori presenti in aula e trasportato fuori dall’emiciclo in carrozzina. L’accaduto ha portato il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, a sospendere immediatamente i lavori parlamentari e ad acquisire i filmati della rissa per una più accurata ricostruzione dell’incidente.

Fontana ha dichiarato che verranno presi in considerazione i filmati della rissa per accertare la verità e prendere i necessari provvedimenti contro i responsabili. La ripresa dei lavori è stata programmata per giovedì, con l’intenzione di proseguire la discussione sull’autonomia differenziata.

Reazioni e condanne

Il Movimento 5 Stelle ha subito rilasciato una nota ufficiale definendo l’accaduto come una “vergognosa aggressione” e accusando la maggioranza di comportamenti “squadristi”. La nota sottolinea come Donno abbia semplicemente tentato di consegnare una bandiera italiana al ministro Calderoli quando è stato aggredito fisicamente da alcuni deputati della maggioranza, tra cui il leghista Igor Iezzi. Il M5S ha chiesto provvedimenti immediati e seri contro coloro che hanno compiuto l’aggressione, dichiarando che tali atti infangano la democrazia e dimostrano una grave mancanza di rispetto per le istituzioni.

“Chiediamo provvedimenti seri e immediati contro questo atto di vero e proprio squadrismo perpetrato all’interno delle istituzioni che infanga la nostra democrazia e qualifica chi lo ha compiuto”, ha dichiarato il Movimento 5 Stelle nella sua nota ufficiale.

La replica della Lega

Dalla Lega, al momento, non sono giunti commenti ufficiali in merito all’accaduto, ma fonti interne fanno sapere che i deputati coinvolti respingono le accuse di aggressione, sostenendo che l’incidente sia stato il risultato di un tentativo di provocazione da parte di Donno. Secondo queste fonti, la presenza della bandiera e il tentativo di consegnarla in aula sarebbero stati interpretati come un gesto provocatorio, in un contesto già fortemente polarizzato.

L’incidente solleva seri interrogativi sulla condotta dei parlamentari e sull’atmosfera di crescente tensione che caratterizza i dibattiti politici su temi delicati come l’autonomia differenziata. La decisione della Presidenza della Camera di acquisire i filmati dell’incidente è un passo importante per garantire trasparenza e giustizia, assicurando che i responsabili siano identificati e puniti in base alle regole parlamentari.

La ripresa della discussione giovedì sarà un banco di prova per valutare se le tensioni possono essere mitigate e se il dibattito può procedere in un clima di maggiore rispetto e collaborazione.

L’incidente alla Camera dei Deputati è un grave monito sulla necessità di mantenere la dignità e il rispetto all’interno delle istituzioni democratiche. Gli eventi di oggi hanno dimostrato come la tensione politica possa rapidamente degenerare in comportamenti inaccettabili, minando la fiducia del pubblico nelle istituzioni stesse. È essenziale che i parlamentari si impegnino a mantenere un dibattito civile e costruttivo, anche su temi controversi, per il bene della democrazia italiana.

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