Sab. Lug 13th, 2024

In un’epoca in cui molti giovani dubitano del valore delle istituzioni e della giustizia, le parole di Vincenzo Capomolla, procuratore distrettuale antimafia di Catanzaro, risuonano con forza. La sua analisi sulla ‘ndrangheta e sul ruolo di professionisti, imprenditori e politici nel proliferare della criminalità organizzata è un invito a riflettere sul ruolo che ognuno di noi può avere nel combattere questa piaga sociale.

Un Nemico Invisibile ma Potente

La ‘ndrangheta, come sottolinea Capomolla, non è più l’organizzazione che usa la violenza come primo strumento. È diventata una presenza subdola e silenziosa, con una vocazione affaristico-imprenditoriale. Questo gruppo criminale, che una volta si faceva notare per i suoi atti violenti, oggi inquina l’economia legale con mezzi molto più sofisticati. Le inchieste della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Catanzaro hanno evidenziato come la ‘ndrangheta sia in grado di riciclare enormi quantità di denaro sporco, infiltrandosi nelle attività legali e prendendo il controllo di interi settori economici, non solo in Calabria, ma anche nelle regioni più produttive del Nord Italia.

Il Ruolo dei Complici Occulti

Capomolla non usa mezzi termini nel descrivere come la ‘ndrangheta riesca a proliferare grazie alla complicità di una parte della classe dirigente. “Le associazioni mafiose proliferano perché hanno rapporti con persone che noi non percepiamo come criminali: professionisti, imprenditori, politici,” afferma il procuratore. Questa rete di complicità, che si estende a tutti i livelli della società, rende ancora più difficile la lotta contro la criminalità organizzata.

Per i giovani che vedono la corruzione e l’ingiustizia come barriere insormontabili, il messaggio è chiaro: non si può restare indifferenti. La lotta contro la ‘ndrangheta non può essere solo una questione di polizia e magistratura; deve diventare una responsabilità condivisa da tutta la società.

La Tecnologia e la Giustizia: Una Sfida Aperta

Uno dei temi cruciali sollevati da Capomolla è l’importanza dell’investigazione tecnologica. In un mondo sempre più digitalizzato, la criminalità organizzata ha imparato a sfruttare le nuove tecnologie per i propri scopi. Le autorità francesi, ad esempio, sono riuscite a “bucare” la piattaforma SKY ECC, usata dalla ‘ndrangheta per le comunicazioni criptate, rivelando una rete estesa di attività criminali. Capomolla sottolinea come l’Italia, nonostante la sua legislazione avanzata, debba ancora recuperare terreno rispetto ad altri Paesi europei in termini di risorse tecnologiche per il contrasto alla criminalità organizzata.

Per i giovani, questo è un invito a considerare la tecnologia non solo come uno strumento di progresso, ma anche come un’arma potente nella lotta contro le mafie. Investire in competenze tecnologiche e partecipare attivamente alla lotta per la giustizia digitale può fare la differenza.

Segnali di Speranza dal Territorio

Un segnale positivo viene dal Crotonese, dove imprenditori locali hanno recentemente denunciato le nuove leve dei clan, portando a una serie di arresti. La comunità si è schierata con loro, dimostrando che il coraggio e la solidarietà possono rompere il ciclo della paura e della complicità. “La denuncia è la risposta di una comunità che isola e condanna quanti commettono atti di violenza,” afferma Capomolla. Questo gesto di resistenza civile dimostra che, nonostante tutto, esiste una volontà di cambiamento e una speranza per un futuro migliore.

Per i giovani, è un esempio concreto di come la partecipazione attiva e il coraggio civico possano portare a un cambiamento reale. Non è sufficiente lamentarsi delle ingiustizie è necessario agire, anche di fronte alle difficoltà.

Un’Eredità di Integrità e Impegno

Vincenzo Capomolla ha lavorato a fianco di Nicola Gratteri, un gigante nella lotta contro la criminalità organizzata, e ha raccolto la sua eredità di integrità e determinazione. “Gli anni di lavoro col procuratore Gratteri sono stati un’esperienza entusiasmante,” racconta Capomolla. La loro collaborazione ha dimostrato che il lavoro di squadra e la condivisione delle informazioni sono fondamentali per ottenere risultati significativi nella lotta contro la criminalità organizzata.

Per i giovani che spesso si sentono impotenti di fronte alle ingiustizie del mondo, la storia di Capomolla e Gratteri è un esempio di come la determinazione e il lavoro collettivo possano portare a cambiamenti significativi. È un promemoria che, nonostante le sfide, è possibile fare la differenza se si lavora insieme con passione e integrità.

Un Futuro da Costruire Insieme

Le parole del procuratore sono un richiamo alla responsabilità collettiva. La lotta contro la ‘ndrangheta e la criminalità organizzata non è una battaglia che può essere vinta da una sola persona o istituzione; richiede l’impegno di tutti. Per i giovani, questo significa prendere consapevolezza del proprio ruolo nella società e agire con coraggio e determinazione per costruire un futuro più giusto e libero dalle catene della criminalità organizzata.


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