Gio. Lug 25th, 2024

Lamezia Terme – Dal 18 giugno al 28 luglio, il Complesso Monumentale di San Domenico, sede del Museo Archeologico Lametino, ospita la mostra “Visioni Civiche – L’arte restituita. Dalle opere confiscate alle mafie al bene comune”. L’esposizione, curata dal professor Lorenzo Canova, riunisce 44 opere d’arte di grandi maestri del Novecento, tra cui Giorgio de Chirico, Antonio Ligabue, Paul Kostabi e molti altri. Le opere, tutte sequestrate alla criminalità organizzata, rappresentano un potente simbolo di legalità e recupero culturale.

Un Progetto per la Legalità

La mostra è un’iniziativa della Fondazione Trame e dell’Associazione MetaMorfosi, con il patrocinio del Ministero degli Interni e il sostegno della Fondazione Cdp, un ente no profit del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti. Il progetto nasce con l’obiettivo di trasformare l’arte confiscata alla criminalità in un bene comune, promuovendo valori di legalità e condivisione civica. “Questo progetto – spiega Lorenzo Canova, curatore della mostra – nasce come un segno fondato sulla forza simbolica delle arti visive, uno spazio di legalità e di condivisione civica nato da due nuclei di opere d’arte confiscate alle mafie: quello di Gioacchino Campolo e quello di Gennaro Mokbel”.

Le Opere e la Loro Storia

Le opere in mostra provengono da due importanti confische: quelle effettuate al noto boss mafioso Gioacchino Campolo, conosciuto come il “re dei videopoker”, e quelle recuperate nel 2010 da Gennaro Mokbel, finanziere vicino alla Banda della Magliana. Queste opere non solo rappresentano un patrimonio artistico di grande valore, ma anche un documento storico del gusto e delle ambizioni estetiche di figure legate al mondo della criminalità organizzata.

La collezione include pezzi di artisti di fama internazionale come Giorgio de Chirico, Antonio Ligabue, Michele Cascella, e molti altri. Le opere spaziano dalla pittura alla scultura, comprendendo anche installazioni e opere polimateriche. Il percorso espositivo offre una visione completa della varietà e della ricchezza artistica che la criminalità ha cercato di appropriarsi nel corso degli anni.

Un Simbolo di Riscatto

Le opere esposte a Lamezia Terme sono state accuratamente selezionate per raccontare non solo la bellezza e la forza dell’arte, ma anche il potere del riscatto e della legalità. La mostra offre uno spaccato del mondo della criminalità organizzata, evidenziando come anche i mafiosi possano essere vittime di truffe, come dimostra il caso del quadro falso che contraffaceva un dipinto di Giorgio Morandi. Questo particolare elemento della mostra sottolinea il paradosso di una realtà in cui anche i criminali possono essere ingannati nel loro desiderio di accumulare arte prestigiosa.

La Voce dei Protagonisti

Durante l’inaugurazione della mostra, Lorenzo Canova ha sottolineato l’importanza di questo progetto per la comunità: “È interessante notare come nelle confische ci siano non solo lavori di importanti maestri dell’arte tra Ventesimo e Ventunesimo secolo, ma anche quadri falsi come quello, esposto in mostra, che vuole contraffare un dipinto di Giorgio Morandi; un documento paradossale che ci fa capire come anche i criminali possano essere vittime di una truffa”. Le sue parole riflettono la complessità e la profondità del fenomeno delle collezioni d’arte mafiose, che vanno oltre il semplice accumulo di beni e rappresentano un tentativo di legittimazione e prestigio sociale.

Un’Opportunità Unica

“Visioni Civiche” offre un’opportunità unica per i visitatori di avvicinarsi a opere d’arte di grande valore e di riflettere sulla loro storia e significato. La mostra non è solo un’occasione per ammirare capolavori del Novecento, ma anche per comprendere come l’arte possa essere un veicolo di trasformazione sociale e di riscatto. La speranza è che questa esposizione possa ispirare altri progetti simili in futuro, contribuendo a promuovere la legalità e a valorizzare il patrimonio culturale italiano.

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