Sab. Lug 20th, 2024

La Commissione Europea ha avviato procedure per deficit eccessivo nei confronti di sette Stati membri: Italia, Francia, Belgio, Ungheria, Malta, Polonia e Slovacchia. Questa misura è parte dell’attività di sorveglianza economica del Semestre Europeo e rappresenta un passo cruciale per garantire la stabilità economica all’interno dell’Unione Europea.

Le Raccomandazioni e il Pacchetto di Autunno

La Commissione ha annunciato che, dopo le necessarie valutazioni, proporrà delle raccomandazioni al Consiglio Europeo per il rientro del disavanzo di questi paesi. Queste raccomandazioni saranno incluse nel pacchetto di autunno del Semestre Europeo, che è un ciclo di coordinamento delle politiche economiche e fiscali degli Stati membri. L’obiettivo è quello di mantenere la disciplina fiscale e prevenire crisi economiche future all’interno dell’Unione.

La Situazione della Romania

La Commissione ha anche espresso preoccupazione per la Romania, affermando che il paese non ha intrapreso azioni efficaci per correggere il proprio deficit, come richiesto dal Consiglio. Questo solleva ulteriori interrogativi sulla capacità della Romania di gestire le proprie finanze pubbliche in modo sostenibile.

Valutazioni sugli Squilibri Macroeconomici

Nella sua valutazione annuale sugli squilibri macroeconomici, la Commissione ha incluso dodici paesi nel meccanismo di allerta per il 2024. Tra questi, l’Italia è stata classificata come in una situazione di “squilibrio”, un miglioramento rispetto alla valutazione di “squilibrio macroeconomico eccessivo” dell’anno scorso. La Grecia ha ricevuto una valutazione simile, mentre Francia e Portogallo non sono più considerati in squilibrio. Tuttavia, la Slovacchia è entrata nella lista dei paesi in squilibrio, affiancando Germania, Cipro, Ungheria, Paesi Bassi e Svezia. La Romania, invece, è l’unico paese con uno squilibrio eccessivo.

Focus sull’Italia

Per quanto riguarda l’Italia, la Commissione ha evidenziato vulnerabilità persistenti legate all’elevato debito pubblico e alla debole crescita della produttività. Il rapporto debito pubblico/Pil, sebbene diminuito rispetto al picco raggiunto durante la pandemia di Covid-19, rimane ancora elevato, superando il 137% del Pil nel 2023. Si prevede che questa tendenza al ribasso si invertirà quest’anno e nel prossimo.

Le previsioni a medio termine indicano rischi significativi per la sostenibilità del debito, con il rapporto debito pubblico/Pil che potrebbe aumentare fino al 168% entro il 2034. Questa traiettoria è particolarmente sensibile agli shock macroeconomici, e c’è una probabilità elevata che il debito sia più alto nel 2028 rispetto al 2023.

Le misure intraprese dalla Commissione Europea sono fondamentali per mantenere la stabilità economica e finanziaria all’interno dell’Unione. Gli Stati membri sotto esame dovranno intraprendere azioni correttive per affrontare le loro sfide fiscali e macroeconomiche. La prossima fase di raccomandazioni del Semestre Europeo sarà determinante per tracciare il percorso di ritorno alla stabilità per questi paesi.


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