Sab. Lug 20th, 2024

Julian Assange, fondatore di WikiLeaks, è stato liberato dal carcere di massima sicurezza di Belmarsh, vicino Londra, il 24 giugno 2024. La notizia è stata annunciata oggi da WikiLeaks attraverso un comunicato ufficiale pubblicato sul loro account X (precedentemente Twitter). Assange è stato incarcerato per 1901 giorni ed è ora libero su cauzione grazie a una decisione dell’Alta Corte di Londra.

Un Lungo Cammino verso la Libertà

Assange è stato rilasciato dal carcere nel pomeriggio del 24 giugno e ha lasciato il Regno Unito dall’aeroporto di Stansted. Questo risultato è frutto di una campagna globale che ha coinvolto attivisti per la libertà di stampa, legislatori, leader politici di vario orientamento e le Nazioni Unite. La campagna ha creato le condizioni per lunghi negoziati con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, culminati in un accordo ancora in fase di finalizzazione.

“Assange, dopo più di cinque anni in una cella di 2×3 metri, isolato 23 ore al giorno, presto si riunirà alla moglie Stella Assange e ai loro figli, che hanno conosciuto il padre solo da dietro le sbarre”, conclude il comunicato di WikiLeaks.

L’Accordo con la Giustizia Americana

Secondo quanto riferito dalla CNN, Assange ha accettato di dichiararsi colpevole di un reato relativo alla violazione di materiale classificato americano, evitando così la reclusione negli Stati Uniti. Il patteggiamento, che deve ancora essere approvato da un giudice federale, prevede una condanna a 62 mesi, corrispondenti agli oltre cinque anni già trascorsi in carcere. Questo consentirà ad Assange di tornare immediatamente in Australia, il suo paese natale.

Il fondatore di WikiLeaks è accusato di 18 capi d’imputazione per la diffusione di documenti top secret, reati che potrebbero comportare fino a 175 anni di prigione. Tuttavia, è improbabile che venga condannato a una pena così severa. Le autorità statunitensi lo perseguono per la pubblicazione di documenti militari riservati forniti dall’ex analista dell’intelligence dell’esercito Chelsea Manning nel 2010 e 2011.

Il governo australiano ha espresso soddisfazione per l’evoluzione del caso. Un portavoce del governo ha dichiarato che Canberra sta fornendo assistenza consolare ad Assange e ha sottolineato che “il caso si trascina da troppo tempo e non c’era nulla da guadagnare continuando la sua incarcerazione”. Il primo ministro Anthony Albanese ha ribadito questa posizione, evidenziando l’importanza della diplomazia nella risoluzione del caso.

Christine Assange, madre di Julian, ha dichiarato che il “calvario sta finalmente giungendo al termine”. Ha espresso gratitudine verso coloro che hanno lavorato dietro le quinte per il benessere di suo figlio, riconoscendo le difficoltà affrontate negli ultimi 14 anni.

Prima di volare verso le Isole Marianne Settentrionali, territorio americano nel Pacifico, per comparire davanti a un giudice e formalizzare il patteggiamento, l’aereo con a bordo Assange farà una sosta a Bangkok per il rifornimento. Un funzionario tailandese ha confermato che il volo atterrerà intorno alle 11:50 ora locale (le 6:50 in Italia) e ripartirà alle 21 per l’isola di Saipan.

Assange è accusato di aver pubblicato circa 700.000 documenti riservati relativi alle attività militari e diplomatiche degli Stati Uniti. La sua comparizione in tribunale è prevista per mercoledì mattina, ora locale, nelle Isole Marianne Settentrionali, dove si spera che il suo caso giunga finalmente a una conclusione.

L’intera vicenda di Julian Assange rappresenta un caso emblematico nella lotta per la libertà di stampa e la trasparenza governativa, con implicazioni significative per il diritto internazionale e i diritti umani.

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