Sab. Lug 20th, 2024

Cosenza – Sono passati dieci anni dalla tragica morte del piccolo Giancarlo Esposito, un bambino di soli 4 anni, che annegò all’interno della piscina Campagnano durante il programma “Kindergarden”. Quel terribile 2 luglio 2014, un afoso venerdì, segna ancora oggi un dolore indelebile nei ricordi dei cosentini, un lutto che non ha trovato rassegnazione.

Una Tragedia Indelebile

Il primo giorno al Kinder Garden doveva essere un momento di gioia e scoperta per Giancarlo, ma si trasformò rapidamente in una tragedia. Dopo alcune attività all’aperto, i bambini furono portati in piscina e, poco dopo, Giancarlo fu trovato senza vita, galleggiante in acqua. La notizia sconvolse immediatamente la comunità di Cosenza, lasciando un segno profondo nel cuore di tutti.

La Giustizia e la Sentenza di Assoluzione

Pochi giorni fa, la Corte di Appello di Catanzaro ha confermato la sentenza di primo grado, assolvendo tutti gli imputati per la morte di Giancarlo. Al processo erano stati chiamati Carmine Manna, legale rappresentante della società, e le educatrici Franca Manna, Luana Coscarello, Martina Gallo e Ilaria Bove, che quella mattina erano presenti al Kinder Garden.

La Commovente Testimonianza di Alessandra

Durante il processo, la testimonianza di Alessandra, la madre di Giancarlo, commosse profondamente l’aula del Tribunale di Cosenza. Alessandra ricostruì con straziante precisione gli eventi di quel giorno: “Mi hanno telefonato dicendomi che il bambino stava male e di correre in ospedale. Ho fatto il più veloce possibile. Non mi facevano entrare nella stanza del pronto soccorso, ma vedevo tutti piangere e sentivo dire che aveva bevuto acqua. Quando sono riuscita a vederlo per qualche minuto, Giancarlo era cianotico”. Le sue parole, cariche di dolore e incredulità, toccarono nel profondo l’animo dei presenti.

Il Dolore di una Famiglia

La sofferenza della famiglia Esposito non si è mai attenuata. Alessandra e Domenico, genitori di Giancarlo, hanno cambiato casa per cercare di sfuggire ai ricordi dilanianti. “Non riuscivo a vedere le sue cose in giro per casa, come il suo pigiamino. Mi chiedo sempre se in quel momento avesse avuto bisogno di noi,” ha raccontato Alessandra. La sua testimonianza non solo rievoca la perdita di un figlio, ma anche l’incapacità di trovare pace in un evento così traumatico.

Un Dolore Condiviso

La comunità di Cosenza continua a condividere il dolore della famiglia Esposito, ricordando Giancarlo con affetto e commozione. Ogni anno, il 2 luglio, diventa un giorno di memoria e riflessione, un’occasione per onorare la memoria di un bambino la cui vita è stata tragicamente interrotta troppo presto.

A dieci anni dalla morte di Giancarlo Esposito, il suo ricordo rimane vivo nei cuori dei cosentini. La conferma della sentenza di assoluzione ha chiuso un capitolo legale, ma non ha placato il dolore di una comunità che ancora piange la perdita di un innocente. La storia di Giancarlo continua a essere un monito sull’importanza della sicurezza e della vigilanza, affinché tragedie simili non si ripetano mai più.


Il ricordo di Giancarlo Esposito resta un simbolo di amore e perdita, un richiamo costante alla fragilità della vita e alla necessità di proteggere i più piccoli con ogni mezzo possibile.

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