Ven. Lug 19th, 2024

PAOLA – Dopo circa un anno, si è concluso con successo il progetto formativo per i corsi di primo soccorso organizzato grazie alla collaborazione tra la casa circondariale di Paola e l’Opi (Ordine delle professioni infermieristiche) di Cosenza. Durante la cerimonia di chiusura, sono stati consegnati gli attestati ai detenuti partecipanti. “Siamo felici di aver completato questo progetto voluto dalla direttrice Emilia Boccagna”, ha dichiarato Fausto Sposato, presidente degli infermieri cosentini, accompagnato dagli istruttori Marco Laratta, Massimiliano Gallo, Robertino Serpa e Angelo Gallo.
L’importanza di questo corso di primo soccorso acquisisce un valore maggiore dalle recenti vicende di suicidi e tentati suicidi nelle carceri italiane. Arricchire i detenuti di competenze di primo soccorso non solo contribuisce al loro percorso di riabilitazione, ma può fare la differenza tra la vita e la morte in situazioni critiche, che, ahimè, sono sempre più frequenti. La capacità di intervenire tempestivamente e in maniera adeguata può salvare vite umane e migliorare il benessere generale all’interno degli istituti penitenziari.
“È stata un’esperienza esaltante. Abbiamo scoperto un mondo completamente diverso da quello che avremmo mai potuto immaginare, incontrando persone di straordinaria umanità. Sicuramente da ripetere”, hanno condiviso i protagonisti. “Riteniamo che sia stata un’esperienza unica, forse la prima in Italia tra un Ordine e una casa circondariale. Questo progetto ci ha arricchito umanamente e ci ha fatto comprendere la profonda umanità che può esistere anche dietro quelle mura. La collaborazione con la direttrice Emilia Boccagna apre nuove prospettive e cicli formativi”.
“I detenuti? Persone che sicuramente hanno commesso errori nella loro vita, ma che oggi hanno dimostrato di essere cambiati. Hanno seguito con attenzione i corsi e rispettato tutte le indicazioni degli istruttori, dimostrando il valore del progetto. Persone straordinarie, ricche di umanità e umiltà; anche noi abbiamo ricevuto lezioni di vita da loro”, ha ribadito il presidente Sposato.
Durante la cerimonia di consegna degli attestati, ogni partecipante ha voluto intervenire per ringraziare e condividere l’esperienza. “Questi progetti sono entusiasmanti e sicuramente li ripeteremo. Gli aspetti umani, sociali ed emozionali lasciano un segno indelebile. Siamo ancora increduli per la ricchezza umana espressa e per l’impatto sociale emerso da quelle mura. Ecco perché ripeteremo questa esperienza”, ha promesso l’Opi.
Un ringraziamento speciale è stato rivolto alla direttrice, agli educatori, al team di formatori e a tutto il personale della polizia penitenziaria per “averci accolto quasi come una famiglia, facendoci sentire parte integrante di loro”.
Formare i detenuti per intervenire in situazioni di emergenza può essere determinante per salvare vite, fornendo un supporto immediato in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Questa iniziativa non solo promuove la sicurezza all’interno delle strutture penitenziarie, ma contribuisce anche alla dignità e alla riabilitazione dei detenuti, offrendo loro strumenti concreti per agire positivamente all’interno della comunità carceraria.

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